Dal ratto del Gambia al lesso di Natale

guinea2015-3-2

 

Dopo un mese di Guinea Bissau e una settimana di grassissimo cibo natalizio ritorno, pieno di materiale e aneddoti. Ovviamente la regola del ritorno impone un periodo di silenzio e vuoto prima che gli hard disk vengano barbaramente sezionati, alla ricerca di quella foto e di quel ricordo, per cui prima che si possa vedere qualche scatto passeranno i consueti mesi (essendo partito per lavorare mi tocca dare la priorità a quello). L’Africa come ogni volta ti prende con la forza: il tempo di abituarsi al clima, al ritmo, alle tempistiche e già ti tocca rifare lo zaino per iniziare quell’odissea che è il viaggio che dalle isole Bijagos ti riporta a Milano, e poi da Milano al grigissimo Nord Est. Milano invece ti prende con tutta la sua amarezza. Ecco di tutta quest’esperienza la vera denuncia non è tanto che il nord fotte il sud del mondo as usual, ma che a Milano in stazione non ci sono bagni pubblici.

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Veduta della nube tossica dal Monte Grappa

Arrivi dall’Africa con tutto l’affanno del mondo e pensi “vabbè adesso sono a casa: mi faccio una pisciata in stazione ma cosa vuoi che sia per me che fino a ieri pasteggiavo a ratti del Gambia”. Premetto che per arrivare in stazione a Milano dall’aeroporto bisogna superare insidiosi ostacoli tra cui il trenino creato apposta per i passeggeri volanti che, ovviamente è inutilmente carissimo. Insomma arrivi in stazione con tutta quella tristezza che vien spontanea quando ti trasferisci dal clima tropicale-tamburelli sulla spiaggia alla nube tossica della Val Padana, entri in stazione con i soliti 45 kg classici di zaini, di cui 25 in orrendi souvenir di legno, e devi sicuramente pisciare. Dico sicuramente perchè sei abituato a bere come un dromedario visto che fino a tre ore fa vivevi al caldissimo. Allora cerchi quei rassicuranti omini occidentali simboli universali del cesso. Zero. Ok, ste privatizzazioni sicuramente avranno interferito con l’incidenza dei bagni pubblici: cerco un bar. Degli ottomila bar nessuno e dico nessuno ha il bagno. Nessuno. In stazione a Milano è vietato pisciare aggratis. A pagamento forse sì ma è eticamente inconcepibile pisciare a pagamento. L’indignazione raggiunge uno stato così elevato che i volontari dell’emergenza freddo mi scambiano per un barbone. Vabbè poco male. Resta comunque una considerazione: che concetto bizzarro questo della civiltà.

One Reply to “Dal ratto del Gambia al lesso di Natale”

  1. Grande!! I rientri “alla civiltà” stimolano sempre riflessioni e domande, a volte più utili delle esperienze del viaggio stesso, ma allo stesso tempo inesistenti senza di questo. Ma in ultimo per noi che leggiamo sorge spontanea una domanda, .
    Davvero bella la prima foto! Aspetto altre foto/storie da questa tua esperienza ;).
    A presto!

    "Mi piace"

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