Guinea Bissau: le Isole Bijagos

Il progetto al quale ho potuto prendere parte nelle isole Bijagos è un lavoro interdisciplinare che si occupa di cooperazione e turismo responsabile. Sotto la direzione dell’Università degli Studi di Venezia, ma con la collaborazione logistica dell’ONG Manitese, il lavoro progettuale si è sviluppato in due momenti ai quali ho avuto la fortuna di prendere parte in qualità di operatore video.

Durante la prima fase sono rimasto nelle isole per circa un mese, tra gennaio e febbraio 2014 e ho realizzato un video nell’ambito del progetto finanziato dall’Unione Europea “Bubaque città aperta” per l’ONG Manitese e l’Università ‘ Ca Foscari di Venezia.

Il video racconta delle Isole Bijagos, unico arcipelago deltaico dell’Africa Occidentale, separato da una striscia di oceano dal continente africano. Come spesso accade ai luoghi più isolati qui la tradizione vive, nei colori delle attività artigianali, nella creatività dei suoi abitanti e nella indescrivibile bellezza della sua natura, a tratti intatta. Il progetto e con lui il mio video, vuole tentare di integrare l’attuale presenza turistica, che oggi si limita alla pesca sportiva, estranea all’autenticità locale e che poco contribuisce all’economia locale.

La seconda fase del progetto mi ha visto nuovamente sul campo, stavolta per raccontare attraverso dei filmati ad uso interno, la gestione della raccolta differenziata, la costruzione di un ecocentro e la formazione di personale locale volto ad educare attraverso buone pratiche alla tutela dell’ambiente. Il progetto oggi può considerarsi concluso con successo, nella speranza che sia incipit per uno sviluppo ecoturistico consapevole e sostenibile, che non cancelli l’identità locale.

Trovandomi, del resto, in un posto così stimolante dal punto di vista fotografico, non ho potuto fare a meno di filmare e fotografare tutto ciò che vedevo. Per questo ho deciso di sviluppare un progetto collaterale volto alla realizzazione di un piccolo documentario che racconti le isole Bijagos nella loro interezza, un paradiso che per sua fortuna è ancora in parte intatto e conserva peculiarità uniche, sia dal punto di vista biologico che antropologico. Oltre ai video ho poi cercato di catalogare attraverso scatti still life stile Meet You Neighbours, tramite un piccolo studio da campo, la biodiversità ecologica e alimentare (visto che il cibo è un carattere della cultura dal quale non posso prescindere!).

Il documentario è un work in progress fondamentalmente basato sul lavoro volontario di diversi collaboratori che prestano la loro professionalità gratuitamente per realizzare questo piccolo film, tanto complesso quanto soddisfacente.

Le isole Bijagos sono un esempio concreto di resistenza, di attaccamento alla tradizione e di identità, ma come tutti i paradisi nascosti rischiano di soccombere alle pressioni occidentali: il mare, pescosissimo, è costantemente saccheggiato, i traffici di contrabbando sono all’ordine del giorno per la mancanza di istituzioni capaci di contrastare il fenomeno, la popolazione stessa è attratta da modelli occidentali, lontani dalla sostenibilità e che minano la loro stessa identità. Sicuramente le problematiche non hanno soluzione facili, ma la strada della tutela ambientale potrebbe essere un’ancora di salvezza, per questo arcipelago, custode di biodiversità.

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